Precisazioni
Gavagai non chiude, si prende una pausa: ho bisogno di trovare il tempo e il ritmo giusto per far si che i post di questo blog non si configurino come pisciatine estemporanee nel mare della rete.
La mia vita, il mio doppio lavoro, la casa, l'amore richiedono tutti tempo ed attenzione, risorse scarse, purtroppo; e così mi manca il ritmo: la sveglia a una cert'ora, la colazione, la lettura del giornale dopo pranzo, Condor in differita alla sera o al pomeriggio, e tutta una serie di stimoli quotidiani che mi rendevano quello che sono e che adesso, per cause contingenti, non ci sono più.
Guardare l'editor di Splinder senza aver nulla da dire, senza considerare uno dei pensieri che mi passano per la testa come degno di essere condiviso, senza avere il tempo di affiancare armoniosamente una manciata di parole, sentire ad ogni log che mi manca qualcosa, be', non mi piace.
Tornerò, ma ho bisogno di rimettermi in carreggiata, e presto, prometto, ricomincerò a condividere con voi la mia logorrea.
Ossequi,
G.
Take a break
Il servizio è sospeso fino a data da destinarsi, ma non smetterò di leggervi o scrivervi e soprattutto non smetterò di esistere.
A presto,
G.
Il bibliotecario di Babele
Benchè appaia ai più come una persona colta, sono d'un ignoranza pazzesca. Parlo di Musil e Joyce come fossero miei fratelli ma non ne ho letto che poche righe, e cosi per Dostoevskij o Tolstoj, Fellini o Truffaut, Miami Vice o Starsky&Hutch; beninteso, non sono un millantatore, gonfio semplicemente il poco che so con molta maestria, un po' come a scuola, quando basta aver letto il libro di storia per essere un passo avanti.
Ma nonostante non legga un libro, non guardi un film, abbia addirittura interrotto il rito quotidiano della lettura di -almeno- un giornale e limitato l'acquisto mensile di fumetti al solo Dampyr, riesco a produrre una quantità di carta e supporti magneto-ottici tale da rendere necessario un trasloco.
O l'acquisto di mensole.
Gavagai does it better
Innanzitutto buon 2007; l'anno, si sa, comincia a settembre, comunque, per tradizione, facciamo pure gli auguri. Tradizione vorrebbe "buoni propositi", ma anche questi -chez moi- si fanno a settembre, quando compio gli anni, che per giunta, 'stavolta, saranno 30. Buon numero, tondo. Buono anche il 7: primo, dispari.
Come sempre so già ciò che sarà (chi non lo sa?), ma farò finta di non saperlo. Non mi sono riposato per niente e mi aspetta un anno massacrante. Vi auguro di rivedermi vivo nel 2008.
Ecco, c'è una cosa che ho fatto quest'anno e che vedrò di non fare più: smettere di menarmela. Per vivere nel mondo ho indossato un falso understatement che addosso, miei cari, mi sta così male, ma così male che a volte non sembro più neanche io.
Ecco, per aumentare l'autostima sappiate che avrò sempre ragione. Sarà un anno perfetto, senza sbavature, o meglio, con sbavature perfette.
Perchè io sono tutti i miei difetti, e tranne qualcuno, in fondo, li amo.
Buon anno, vostro G.